CUSTODI DI CANCELLI

Non esiste un perchè della scelta di far partire proprio oggi il nostro blog e la nostra newsletter.

Forse un po’ sì, oggi è il compleanno di Veronica, è  la festa dei lavoratori, ed è anche l’inizio del mese dedicato alle mamme.

La nostra storia, come tutte le storie è lunga, intricata, complessa ed è per questo che non vogliamo annoiarvi con elenchi cronologici di fatti. 

Quello che ci interessa davvero fare è condividere il momento cardine, la storia che ci ha fatte incontrare e ci ha aiutate a dare origine e vita al nostro sogno.

Prima di incontrarci avevamo alle spalle due storie diverse ma incredibilmente simili.

Entrambe siamo nate a Milano, ed entrambe abbiamo costruito i nostri percorsi sulla base di un interesse comune per il sociale, insieme ad una spiccata tendenza artistica.

Siamo diventate mamme nel 2014 e nel 2015, dando alla luce Jacopo e Francesco, che sono il “motivo” per cui ci siamo incontrate anni dopo davanti ad una scuola materna.

Ancora non ci conoscevamo ma entrambe coltivavamo nel cuore un sogno: quello di riuscire a costruire in autonomia il nostro futuro.

Da una parte, il lavoro che facevamo ce lo eravamo proprio scelte.

Per una lavorare in mezzo ai fiori, tra spose, storie preziose ed eventi era un qualcosa di irrinunciabile. Per l’altra lavorare con i bambini era una vocazione.

Però. 

C’è sempre stato quel : “Però vorrei di più”. “Però vorrei alzarmi la mattina e poter fare il lavoro dei miei sogni”.

Ma c’era il mutuo. C’erano i bambini. C’erano le responsabilità.

Poi diciamolo, c’era tanta paura. 

Quella paura che ancora oggi a volte torna a fare capolino, che annienta e ricopre di patina le idee.

Sembrava impossibile. Un obbiettivo irraggiungibile.

Poi è successo qualcosa.

Uno dei capitoli più dolorosi.

Si dice si diventi mamma dal giorno in cui si effettua un test di gravidanza. 

La verità è che la maternità inizia quando si inizia a sentire crescere dentro il desiderio di vita. Quando si inizia a progettare, ad immaginare la propria vita con un cuore in più a cui pensare.

Non esiste momento, in tutto questo percorso, in cui sia più facile affrontare la perdita di quel pezzetto di una mamma. Anche se è ancora un’idea.

Sentire scappare la vita. 

Sentirsi vuote.

Sentirsi sole.

“Hai perso solo un gruppo di cellule”.

La verità è che non ci si rialza facilmente. 

Se non con l’amore di chi si ha intorno, che in quei giorni si assorbe come linfa vitale.

Ed è esattamente poco dopo quei giorni così complicati, che noi ci siamo incontrate.

Con il cuore ancora fragile ma il ventre di entrambe rifiorito. 

Aspettavamo già i nostri due bimbi arcobaleno: Gioele e Edoardo.

Quando ci siamo incontrate dentro di noi stava crescendo la consapevolezza di voler tornare a vivere intensamente. Di non voler perdere più né tempo né occasioni. E il nostro incontro è stato più o meno come una Super Nova. 

Sapevamo che ci eravamo trovate, che condividevamo lo stesso sogno e sopratutto la forza di voler fare della nostra storia un trampolino per condividere bellezza e voglia di vivere, di ricominciare.

Una cosa però bisogna dirla.

Noi non saremo certo qui a dire che abbiamo trovato sollievo semplicemente investendo tutta l’energia ed il cuore nel nostro progetto.

Ci sono lacrime che vanno piante.

La vera forza la si trova nella consapevolezza, e nella capacità che abbiamo di elaborare il dolore e di imparare ad accoglierlo.

Ci vogliono giorni e lune. Tanti. Ogni cosa con i tempi giusti.

Così Eventopuntozero ha preso vita, proprio come fosse un punto a capo, un punto zero, con la missione di valorizzare i momenti speciali delle persone che avremmo incontrato d’ora in poi sul nostro cammino.

Abbiamo iniziato a dare vita ai nostri mondi, come delle vere e proprie autrici di racconti.

 I vostri racconti.

C’è un dettaglio affascinante sul significato della parola AUTORE. Deriva dallo stesso tema di “auctus” participio passato del verbo Aumentare, ma ha anche la stessa radice latina di Autorità.

Così amiamo guardare al nostro lavoro, come autrici di mondi e casse risonanti dei vostri desideri  e delle vostre esperienze. 

Ma anche come custodi di cancelli, che creano le condizioni e le atmosfere giuste perchè i vostri momenti speciali diventino reali, accessibili, luoghi in cui immergersi. Cancelli da oltrepassare.

Per concludere, quello che abbiamo davvero fatto nostro, è che i custodi dei nostri cancelli siamo fondamentalmente noi.

Le chiavi per la felicità le abbiamo in mano. 

Serve solo la spinta giusta per costruire un passaggio che porti esattamente lì: dove hai sempre sognato di arrivare.

 

 

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